FrAnCaMeNtE Me nE InFiScHiO

di Simone Praticò

IL SENSO DELLA VITA

Il SENSO DELLA VITA

Cari lettori oggi vorrei esordire parlandovi dell’amore. Saremmo tutti pronti a dire quante volte ci siamo innamorati nella nostra vita. Ma effettivamente, cos’è l’amore? E’ forse quella sensazione stomacale e nostalgica che ci assilla piacevolmente pensando ad un’altra persona. E’ forse quel disperato rimpianto nel momento in cui quella persona la perdiamo. Oppure è la benevolenza dello stare insieme, nella speranza di poter superare con un forza biunivoca, le difficoltà della vita. Probabilmente una risposta non esiste, perché l’amore non ha regole. Eppure sapremmo tutti affermare di esserci innamorati, senza magari saper specificare le nostre emozioni. Ci saremo chiesti tante altre volte che cos’è la vita. La amiamo, la odiamo, la osanniamo e la malediciamo. A volte ci soffermiamo per chiederci se vale la pena soffrire, lavorare, pensare cosi tanto, per un viaggio che avrà una fine. A volte invece ci disperiamo perché riteniamo che una vita non possa bastare per poter godere dei suoi stessi benefici. Quante volte riviviamo con la fantasia una situazione e la pensiamo intensamente magari aspettando un giorno che possa essere comparabile a quello che ci ha fatto gioire, perché speriamo fino in fondo di poterlo rivivere. Altaleniamo la tristezza e la felicità per tutto il nostro percorso. Pensiamo che sarebbe tristissimo guardare la nostra vita dall’interno di una bolla di vetro, senza esserne protagonista. Pensiamo che non ci cambi più di tanto esistere o non esistere. Pensiamo che un giorno tutto finirà e che non potremo neanche ricordarci di un nostro passato in un futuro “incerto”. Che amarezza vero? Siamo quelli che vorremmo essere? Credo che una risposta non esista, perché non sappiamo cosa si provi a non essere noi. Le pagine della vita le scriviamo noi. E dipende da noi il contenuto di quelle pagine. Dipende da noi una pagina cancellata. Dipende da noi una parola scritta male. Dipende da noi l’inizio, la metà e la fine del nostro libro. Cari lettori non so perché ho scritto queste parole. Molti di voi non capiranno. Molti di voi rideranno, altri magari rifletteranno. Ma a volte si ha così nostalgia della serenità vissuta rispetto alla malinconia presente, ovviamente soggettiva, che si vive nella speranza che quella serenità possa fare un suo ritorno da rediviva. Perché magari le cose che abbiamo ci piacciono, ma siamo anche capaci di non farcele piacere.

Woody Allen

Woody Allen

Chiudo con un testo di Woody Allen sulla vita che ho preso da una rivista e mi ha fatto sorridere e annuire. Si intitola LA VITA AL CONTRARIO: La vita dovrebbe essere vissuta al contrario. Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo cosi tricchete tracchete il trauma è già bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti  dimettono perché stai bene, e vai a ritirare la pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori 40 anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dal lavoro. Quindi vai di festivo in festivo, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza obblighi e responsabilità finchè non sei bebè. Quando sei abbastanza piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere bene. Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando in un posto riscaldato con room service e tanto affetto. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!

 Simone Praticò

 

02/04/09

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2 aprile 2009 - Posted by | ATTUALITA'

1 commento »

  1. Leggendola la prima volta il testo di Allen ho pensato Sarebbe bello poter vivere la vita al contrario: nascere dalla morte e pian piano andar in contro alla vita ed affrontarla con l’entusiasmo e la forza di un giovane, ma con la saggezza di un anziano, eviteremmo, così, di commettere tanti errori e godremmo appièno delle bellezze della vita senza rimorsi e rimpianti, ma riflettendoci bene secondo me non potrebbe proprio essere così, in quanto la “VITA” è un bagaglio di esperienze che si va accumulando, e che, se cammineremmo al contrario, perderemmo passando dalla saggezza degli anziani all’innocenza dei bambini…Devo dire inoltre che il testo di Allen è molto simile alla trama del film “IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON” di cui consiglio vivamente la visione in quanto a mio parere molto bello e mi domandavo:”i produttori avranno preso forse spunto Da Woody Allen? ”:) saluti davide

    Commento di davide | 2 aprile 2009 | Rispondi


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