FrAnCaMeNtE Me nE InFiScHiO

di Simone Praticò

C’ERA UNA VOLTA L’ITALIA!

(Ansa)

Il caso

C’ERA UNA VOLTA L’ ITALIA!

Tutti i controsensi di un racconto tragico

 

La coerenza è una virtù e in quanto tale non tutti la possediamo. Facile manifestarla, difficile se non impossibile confermarla nella quotidianità. Sarebbe ingiusto non esprimere il dissenso e l’indignazione verso un episodio che sta mettendo alla luce tutte le regressioni del nostro paese. L’aggressione al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è oggi la dimostrazione pratica che l’inciviltà, l’incongruenza, l’esasperazione sono caratteristiche innegabili della nostra “mostruosa” cultura italiana. La politica è “l’arte di governare le società” e in quanto tale è soggetta a creare divisioni ideologiche speculari. La storia ci ha insegnato come la politica abbia inevitabilmente spaccato in due il nostro paese, toccando eccessi di violenza che sono andati oltre ogni concepibile credenza ideologica. Un’era che sembrava finalmente accantonata e in qualche modo anche condannata. La realtà è invece ben diversa. Ci eravamo creati una speranzosa illusione che ha ricevuto nei fatti, una secca smentita. Silvio Berlusconi, l’imprenditore e l’uomo politico più discusso, criticato e odiato d’Italia. Colui che è stato accostato a dittatori come Hitler, Mussolini, personaggi che hanno fatto delle loro “imposizioni di sangue” una ragione di vita. Un uomo che è stato anche ritenuto colpevole di aver vissuto la propria intimità come meglio ha creduto, ha ricevuto quella aggressione che mezza Italia, quella metà bigotta e balorda, si augurava. Ebbene io credo che in politica siano concesse le aggressività verbali, le derisioni, le accuse, le ostentazioni di promesse che non verranno mantenute. Ma mai, mai, mai si potrà concedere o concepire che la violenza e il sangue possano essere ritenute un mezzo di dimostrazione delle proprie concezioni di vita. È vergognoso apprendere oggi come tra esponenti politici, giornalisti, personaggi pubblici e gente comune, cioè coloro che hanno sempre inneggiato alla legalità, al rispetto e alla lealtà, esista anche solo l’accenno ad una qualche accettazione della violenza. È proprio qui che l’incoerenza si fa largo: quella stessa gente che ha sempre professato con fermezza i propri ideali, nel momento in cui li vede venir meno a proprio favore, magicamente li accetta, anzi li loda. È questo l’apice dell’ipocrisia. L’aggressione a Berlusconi è la conferma che nel nostro paese la pressione mass mediatica, partorita dal dissenso di manifestanti di ogni genere, in particolare da personalità dell’opposizione, ha inevitabilmente scaturito sbocchi di natura violenta. Un soffocamento dovuto anche alle questioni che fanno parte dell’intimità del premier e che nessuno avrebbe avuto alcun diritto di giudicare e soprattutto di renderle faccende che hanno a che vedere con il suo mandato. Abbiamo toccato il fondo e non faccio riferimento soltanto al “lancio del Duomo”, ma alle reazioni che il gesto di Tartaglia ha ottenuto: Approvazioni di ogni genere dal mondo politico e da quello dei social network. Chi si aspettava che un accadimento del genere avrebbe potuto almeno per una volta guadagnare l’unanimità in quanto a solidarietà nei confronti del premier, indipendentemente dall’appartenenza ad un pensiero politico, sarà rimasto deluso. La situazione è davvero preoccupante, perché se neanche il volto tumefatto di un uomo impaurito ha accomunato una qualche umiltà dell’animo umano, significa che siamo giunti al punto di non ritorno.

Simone Praticò

15/12/09

15 dicembre 2009 Posted by | ATTUALITA' | 3 commenti

PALLONE D’ORO A LEO MESSI

Assegnato a Parigi

PALLONE D’ORO A LEO MESSI

L’argentino vince nettamente il premio assegnato da France Football davanti a Cristiano Ronaldo e Xavi.

 

Come da pronostico è Lionel Messi il vincitore del Pallone d’oro 2009. Il fantasista argentino ha ottenuto più del doppio dei voti dell’antagonista Cristiano Ronaldo con 473 approvazioni, contro le 233 del portoghese. La classifica stilata dai giornalisti di tutto il mondo ha visto nettamente staccati gli altri contendenti: i blaugrana Xavi  Iniesta ed Eto’o rispettivamente con 170, 149 e 75 voti e gli ex “italiani” Kakà e Ibrahimovic, con 58 e 50 voti. “Questo premio per me è un grande onore – ha dichiarato “la pulce” – il fatto di essere il primo argentino a vincerlo mi emoziona molto”. Queste le prime dichiarazioni del fantasista del Barcellona che risulta tra i più giovani vincitori del prestigioso riconoscimento. A soli 22 anni, Messi vanta la seconda posizione in questa speciale graduatoria, insieme a Michael Owen (vincitore dell’edizione 2001) e dietro Cristiano Ronaldo (vincitore della scorsa edizione a 21 anni.). Leo Messi potrebbe bissare la presenza nel nobile albo d’oro già dalla prossima assegnazione. Il confermato strapotere europeo del Barcellona, non sembra avere limiti, ma oltre la candidatura dell’argentino, più forti si faranno quelle dei compagni di squadra Xavi e Iniesta. Il Pallone d’oro 2010 infatti, sarà condizionato dal mondiale, dove la Spagna, oggi, sembra favorita rispetto all’Argentina per la vittoria finale.

Simone Praticò

01/12/09

 

1 dicembre 2009 Posted by | SPORT | Lascia un commento