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di Simone Praticò

IL SALUTO DEL FENOMENO

IL SALUTO DEL FENOMENO

Non poteva che mostrarsi in lacrime, per l’addio al calcio giocato. Ronaldo, “il fenomeno”, appende le scarpe al chiodo a soli 34 anni. Il dolore stavolta lo ha convinto a fermarsi. Quello stesso dolore che nel corso della sua carriera si è più volte presentato ma che non lo ha mai messo in ginocchio. “È stata una carriera meravigliosa – afferma Ronaldo nel corso della sua ultima conferenza stampa – non ricordo di essermi fatto neanche un nemico”. Il fenomeno ripercorre le emozioni vissute sul campo, ringraziando tutti i club in cui ha militato. Un Ronaldo corrucciato, che si asciuga le lacrime e che non si tira indietro quando intravede la possibilità di togliere qualche sassolino dalla scarpa. “Al Milan ho scoperto di soffrire di ipotiroidismo, curabile con farmaci ritenuti doping”. Ecco dunque la causa del suo sovrappeso che avrebbe consentito ai malfidenti, di ironizzare o etichettare Ronaldo senza esclusione di colpi. “Credo che in molti in questo momento si stiano pentendo di averci scherzato sopra – continua il brasiliano – ma non ce l’ho con nessuno, chiedo solo di essere capito”. È l’addio di uno dei più grandi giocatori della storia del calcio. Un attaccante che verrà ricordato negli annali, al pari di Pelè e Maradona. Una vera e propria icona che ha ipnotizzato il mondo a suon di gol e di giocate sopraffine, al limite della velocità umana. Chiude la carriera con 247 reti realizzate nei club e 68 in nazionale. Con il Brasile ha vinto due campionati del mondo e una Coppa America. Con i club ha collezionato un campionato spagnolo e uno paulista, due supercoppe di spagna e una Coppa del Re. In campo internazionale ha ottenuto una Coppa intercontinentale, una Coppa Uefa e una Coppa delle coppe. Ronaldo vanta innumerevoli titoli individuali tra cui due Palloni d’oro e tre Fifa World Player oltre che otto titoli di capocannoniere in otto competizioni differenti. Una percorso costellato di successi ma anche di parentesi sfortunate e dolorose. Come nel 12 Aprile 2000 ( Finale di Coppa Italia: Lazio – Inter) quando il fenomeno sconvolse il mondo rompendosi il tendine rotuleo della gamba destra proprio nel giorno del rientro, dopo un lungo stop causato dalla lesione dello stesso tendine. Rimarrà impressa negli occhi di tutti gli appassionati di calcio e non solo, l’espressione di dolore di Ronaldo accasciato a terra.

Così come indelebile resterà quel pianto singhiozzato del 5 Maggio 2002, quando l’Inter perse lo scudetto all’ultima giornata di campionato, ancora una volta all’Olimpico di Roma e ancora una volta contro la Lazio. Ma a noi piace ricordare le sue stupefacenti gesta sul campo. Dalle devastanti accelerazioni in maglia blaugrana, agli inebrianti dribbling in casacca nerazzurra. Dalle numerose realizzazioni in camiseta blanca alle movenze meno veloci ma non per questo meno eleganti, in rossonero. Sino agli ultimi calci in patria e alle ultime lacrime nella sala conferenze di San Paolo. Ma ci piace pensarlo esultante e sorridente con quelle braccia tese e quei dentoni che hanno emozionato il mondo.

Simone Praticò

15/02/2011

15 febbraio 2011 Posted by | SPORT | Lascia un commento