FrAnCaMeNtE Me nE InFiScHiO

di Simone Praticò

FOTI: OMAGGIO A SCOPELLITI: DISTRIBUITI 15 MILA BIGLIETTI PER REGGINA – EMPOLI.

FOTI: OMAGGIO A SCOPELLITI. DISTRIBUITI 15 MILA BIGLIETTI PER REGGINA – EMPOLI.

Un attestato di stima nei confronti del governatore della Calabria. Questo l’intento dell’iniziativa disposta dalla Reggina Calcio, che in occasione della gara di sabato prossimo tra Reggina ed Empoli, renderà omaggio al neo presidente della Regione Calabria. “Un atto dovuto – ha dichiarato il presidente Foti in conferenza stampa – per la simpatia l’affetto e la stima che lega la società amaranto al sindaco di Reggio, eletto presidente della Regione”. La Reggina Calcio metterà a disposizione 15 mila biglietti indirizzati a tutti i settori, che verranno distribuiti nelle scuole della città e della provincia. Un modo per richiamare l’attenzione del tifoso reggino in una fase cruciale della stagione, ma anche per partecipare ad un riconoscimento ufficiale nei confronti del governatore della Calabria. “ La Reggina ha dato un contributo importante nell’ottica di rilancio di Reggio città metropolitana – continua Foti – continueremo a lavorare per il raggiungimento di ulteriori traguardi sportivi”. Il primo tifoso reggino si sofferma poi sulla gara che metterà di fronte gli amaranto all’Empoli: “Ho visto la squadra crescere; le ultime due trasferte ci hanno consegnato punti e morale”. Sulla lotta salvezza aggiunge: “La perdita della categoria risulterebbe scomoda per la città e per i giocatori oltre che un danno economico per la società”.In merito alle intercettazioni che hanno tirato in ballo anche l’Inter e che varrebbero una riapertura del caso Calciopoli, il presidente Foti svia e non si sbilancia: “Oggi voglio parlare solo di questa iniziativa che è motivo di orgoglio per i tifosi e per i cittadini reggini – prosegue – a quei punti di penalizzazione la Reggina diede delle risposte concrete sul campo, non voglio aggiungere altro”. Appuntamento dunque a Sabato 10 Aprile, quando a scendere in campo sarà Giuseppe Scopelliti che darà il la alla battaglia agonistica, valida per una buona fetta di salvezza.

Simone Praticò

08/04/10

8 aprile 2010 Posted by | ATTUALITA', SPORT | Lascia un commento

C’ERA UNA VOLTA L’ITALIA!

(Ansa)

Il caso

C’ERA UNA VOLTA L’ ITALIA!

Tutti i controsensi di un racconto tragico

 

La coerenza è una virtù e in quanto tale non tutti la possediamo. Facile manifestarla, difficile se non impossibile confermarla nella quotidianità. Sarebbe ingiusto non esprimere il dissenso e l’indignazione verso un episodio che sta mettendo alla luce tutte le regressioni del nostro paese. L’aggressione al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è oggi la dimostrazione pratica che l’inciviltà, l’incongruenza, l’esasperazione sono caratteristiche innegabili della nostra “mostruosa” cultura italiana. La politica è “l’arte di governare le società” e in quanto tale è soggetta a creare divisioni ideologiche speculari. La storia ci ha insegnato come la politica abbia inevitabilmente spaccato in due il nostro paese, toccando eccessi di violenza che sono andati oltre ogni concepibile credenza ideologica. Un’era che sembrava finalmente accantonata e in qualche modo anche condannata. La realtà è invece ben diversa. Ci eravamo creati una speranzosa illusione che ha ricevuto nei fatti, una secca smentita. Silvio Berlusconi, l’imprenditore e l’uomo politico più discusso, criticato e odiato d’Italia. Colui che è stato accostato a dittatori come Hitler, Mussolini, personaggi che hanno fatto delle loro “imposizioni di sangue” una ragione di vita. Un uomo che è stato anche ritenuto colpevole di aver vissuto la propria intimità come meglio ha creduto, ha ricevuto quella aggressione che mezza Italia, quella metà bigotta e balorda, si augurava. Ebbene io credo che in politica siano concesse le aggressività verbali, le derisioni, le accuse, le ostentazioni di promesse che non verranno mantenute. Ma mai, mai, mai si potrà concedere o concepire che la violenza e il sangue possano essere ritenute un mezzo di dimostrazione delle proprie concezioni di vita. È vergognoso apprendere oggi come tra esponenti politici, giornalisti, personaggi pubblici e gente comune, cioè coloro che hanno sempre inneggiato alla legalità, al rispetto e alla lealtà, esista anche solo l’accenno ad una qualche accettazione della violenza. È proprio qui che l’incoerenza si fa largo: quella stessa gente che ha sempre professato con fermezza i propri ideali, nel momento in cui li vede venir meno a proprio favore, magicamente li accetta, anzi li loda. È questo l’apice dell’ipocrisia. L’aggressione a Berlusconi è la conferma che nel nostro paese la pressione mass mediatica, partorita dal dissenso di manifestanti di ogni genere, in particolare da personalità dell’opposizione, ha inevitabilmente scaturito sbocchi di natura violenta. Un soffocamento dovuto anche alle questioni che fanno parte dell’intimità del premier e che nessuno avrebbe avuto alcun diritto di giudicare e soprattutto di renderle faccende che hanno a che vedere con il suo mandato. Abbiamo toccato il fondo e non faccio riferimento soltanto al “lancio del Duomo”, ma alle reazioni che il gesto di Tartaglia ha ottenuto: Approvazioni di ogni genere dal mondo politico e da quello dei social network. Chi si aspettava che un accadimento del genere avrebbe potuto almeno per una volta guadagnare l’unanimità in quanto a solidarietà nei confronti del premier, indipendentemente dall’appartenenza ad un pensiero politico, sarà rimasto deluso. La situazione è davvero preoccupante, perché se neanche il volto tumefatto di un uomo impaurito ha accomunato una qualche umiltà dell’animo umano, significa che siamo giunti al punto di non ritorno.

Simone Praticò

15/12/09

15 dicembre 2009 Posted by | ATTUALITA' | 3 commenti

PONTE SULLO STRETTO:”VIA LIBERA ALLA REALIZZAZIONE”

L’annuncio

PONTE SULLO STRETTO: “VIA LIBERA ALLA REALIZZAZIONE”

Arriva l’annuncio del Premier: Sarà l’antivigilia di Natale il giorno dell’avvio dei lavori.

 

“A dicembre avvieremo la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina”. Questo l’importante annuncio arrivato per bocca del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nel corso della riunione tra i dirigenti di Adr e Sea, aziende che gestiscono gli aeroporti di Fiumicino e Malpensa, il premier ha ribadito come il corposo debito pubblico non impedirà la realizzazione delle grandi opere prevista dal piano di rilancio delle infrastrutture. “Certamente si deve fare i conti con il pesante passivo che ci hanno ereditato – ha aggiunto il premier – ma il tempo c’è perché questo governo opererà ancora a lungo”. Secondo il progetto, il primo intervento, previsto per il 23 dicembre, sarà lo spostamento della linea ferroviaria nei pressi di Villa San Giovanni. Immediate le reazioni da parte del mondo politico in seguito all’annuncio choc del cavaliere: “Proporre un’opera del genere mentre pochi giorni fa le case di Messina cedevano alla frana – ha dichiarato il segretario del Pd, Dario Franceschini – è una presa in giro inqualificabile”. Sta di fatto che il Ponte sullo Stretto di Messina si farà e tra polemiche infinite risulterà la più grande opera che il sud Italia abbia mai visto. La lunghezza totale dell’imperiosa struttura sarà di 5.070 metri dei quali 3.690 saranno sospesi a 64 metri dal mare. Il ponte sarà composto da tre campate:due laterali della lunghezza di 180 metri e una centrale di 3.360 metri. L’altezza delle torri misurerà 380 metri mentre la larghezza delle varie corsie misurerà 61 metri. Lo scorrimento del traffico potrà distendersi su due carreggiate da tre corsie poste lateralmente e da 4 binari centrali. Il tutto per un peso complessivo della struttura di 70.500 tonnellate che potrà resistere a raffiche di vento superiori ai 200 km/h e a scosse di terremoto di 7.1 gradi della scala Richter. Il traffico previsto sarà di circa 4.500 veicoli l’ora per ogni senso di marcia e ben 200 treni.

 

Simone Praticò

 

16/10/09

16 ottobre 2009 Posted by | ATTUALITA' | 1 commento

VENDITTI: “MATURITA’ TI AVESSI PRESO PRIMA”

Ancora discriminazione

VENDITTI: “MATURITÀ TI AVESSI PRESO PRIMA”

Pesanti affermazioni nei confronti della Calabria. Il cantautore romano, vittima di una “imperdonabile” caduta di stile.

 

“Odiarsi mai, per chi si ama come noi, sarebbe inutile”. Sono parole di una celebre canzone di Antonello Venditti. Versi che perdono valore,  confutati e gettati al vento da asserzioni pesanti, che riportano a quell’odio apparentemente respinto. “Dio, perché hai inventato la Calabria?”. Questa, una delle tante affermazioni lesive e gratuite del cantautore romano durante un concerto svolto a Marsala, località in provincia di Trapani. Sarà forse stato il celebre vino locale a rendere una volta ogni tanto inutili le corde vocali dell’artista sessantenne. “Spero che si faccia il ponte almeno la Calabria esisterà – continua tagliente – perché qualcuno deve far qualcosa per la Calabria”. Ma non finisce qui, perché Venditti, sommerso dalla meschina onda di entusiasmo espressa dal pubblico presente, racconta di un suo incontro sulla caronte, con un ragazzo proveniente da Reggio Calabria: “Vedevo che lui leggeva, e questo calabrese veniva in Sicilia, perché in Sicilia trovava una ragione, la cultura – e il gran finale – in Calabria non c’è veramente niente, ma niente che sia niente”. Il tutto, accompagnato da una squallida ovazione con tanto di applausi scroscianti. Diventa davvero difficile trovare una collocazione logica alle “spaventose” dichiarazioni di uno dei miti melodici italiani. Un’occasione persa per isolare la musica, per renderla intoccabile e invulnerabile. Un’occasione persa per tacere.

Il video pubblicato su youtube ha in poco tempo fatto il giro d’Italia, provocando reazioni a  catena dalle autorità politiche calabresi. Tra i primi a “scendere in campo”, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti: “Siamo indignati e offesi dalle dichiarazioni di Antonello Venditti – afferma il primo cittadino reggino – mi domando come sia possibile esprimere giudizi gratuiti e con questa nonchalance”. A rincarare la dose, il Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, autore di un perentorio ma efficace: “Da quando canta meno, Venditti stona sempre più”. Una mobilitazione di massa, che ha scatenato l’ira dei calabresi di tutta Italia, attraverso portali e forum e presente anche nei notiziari nazionali. La vampata di contrarietà deve aver raggiunto le località capitoline perché nella tarda mattinata, il cantautore romano, scrive al quotidiano online Strill.it: “La mia denuncia nata dall’amore per la terra calabrese e per le persone oneste che la abitano – scrive Venditti – ha mutato il proprio significato attraverso il gioco di omissioni e tagli giornalistici alle dichiarazioni rese, nonché di commenti certamente non continenti che mi hanno descritto come un male al pari della ‘ndrangheta”. Nella lettera, l’artista ha più volte ribadito l’amore per la Calabria e l’intento buonista delle sue affermazioni, contraddicendosi tra  l’altro, nel definire dapprima inattendibile il video “incriminato” e successivamente nel riportare come veritiere alcune sue affermazioni della stessa clip. Insomma, un tentativo ipocrita di ammorbidire il senso di un “monologo discriminante”. Un villano testo per velare la rigidità di un pensiero “razzista”, attraverso l’offensivo metodo del “dualismo”e del confronto tra due “terre vicine” in tutto e per tutto. L’atteggiamento di Venditti è quello di chi nasconde, neanche tanto bene, una natura selettiva che vede un’Italia spaccata e anche per questo malata. L’ignoranza di questa visione non può che portare allo sconforto, ma non di chi subisce determinate affermazioni, bensì di chi le recita. Antonello Venditti ha così reso inutile qualsiasi tentativo di smentita e le scuse, in questi casi, non possono bastare. È caduto anche lui nella trappola della politicizzazione, tendenza molto diffusa nello stivale soprattutto tra gli artisti. Si è reso meno artista agli occhi di una terra amata, Si è reso cavia di una chiusura mentale che purtroppo non avrà fine.

 

Simone Praticò

 

07/10/09

7 ottobre 2009 Posted by | ATTUALITA' | 2 commenti

FRANE KILLER NEL MESSINESE: 20 MORTI

foto da: (Corriere.it)

foto da: (Corriere.it)

Strage in Sicilia

FRANE KILLER NEL MESSINESE: 20 MORTI

Due cadaveri avvistati in mare. Si contano quaranta feriti e dieci dispersi: Il governo dichiara lo stato di emergenza

 

L’immagine dei soccorritori con le mani nel fango è l’emblema di un pomeriggio da incubo. Un violento nubifragio ha devastato ieri notte i comuni di Scaletta Marina, Scaletta Zanclea e Giampilieri Superiore in provincia di Messina. Un’auto finita in mare ha fatto scattare l’allarme ma all’arrivo delle forze dell’ordine la situazione era degenerata: A Giampilieri superiore un costone di roccia ha totalmente raso al suolo diverse palazzine. Il bilancio attuale attesta 20 morti, 40 feriti, una decina di dispersi e 415 sfollati, anche se le cifre sono destinate ad aumentare. Bloccate l’ A18 Messina – Catania, la statale 114 e il tratto ferroviario Giampilieri – Scaletta. Il fango ha bloccato i soccorsi: Briga è l’unico comune raggiungibile con i mezzi. «Eravamo in allerta meteorologica da giovedì mattina, più di questo non potevamo fare – ha affermato il capo dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso- o si fa una grande opera di messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale o queste tragedie sono destinate a ripetersi”. La procura di Messina intanto ha aperto un’inchiesta: si indaga per disastro colposo.

 

Simone Praticò

 

02/10/09

 

 

 

2 ottobre 2009 Posted by | ATTUALITA' | 1 commento

DUBBIO “PIO”

Religione

DUBBIO “PIO”

Nel 2007, Sergio Luzzatto documentò le proprie incertezze riguardo la sacralità di Padre Pio.

 

Un editoriale archiviato troppo in fretta e dagli strascichi eccessivamente superficiali, visto il delicato argomento. Lo storico e professore italiano Sergio Luzzatto, pubblicò due anni or sono l’opera: “Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento”. Un testo di rilevanza notevole, con cui l’autore rivelò al mondo delle annotazioni, sino ad allora ignote, di Papa Giovanni XXIII. Il 25 Giugno 1960 il “Papa buono” sentì la necessità di mettere nero su bianco le sue impressioni riguardo alcune confidenze alquanto clamorose, riferitegli da Monsignor Parente relative Padre Pio: “Stamane da mgr Parente, informazioni gravissime circa P.P. e quanto lo concerne a S. Giov. Rotondo. L’informatore aveva la faccia e il cuore distrutto. Con la grazia del Signore io mi sento calmo e quasi indifferente come innanzi ad una dolorosa e vastissima infatuazione religiosa il cui fenomeno preoccupante si avvia ad una soluzione provvidenziale. Mi dispiace di P.P. che ha pur un’anima da salvare, e per cui prego intensamente» annota il Pontefice. «L’accaduto—cioè la scoperta per mezzo di filmine, si vera sunt quae referentur, dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona— fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente. Nella calma del mio spirito, io umilmente persisto a ritenere che il Signore faciat cum tentatione provandum, e dall’immenso inganno verrà un insegnamento a chiarezza e a salute di molti».

L'opera di Luzzatto

L'opera di Luzzatto

Questo lo scandaloso documento riportato da Sergio Luzzatto, troppo vagamente approfondito dalle autorità ecclesiastiche e non solo. In particolare, Monsignor Parente confidò i contenuti delle bobine registrate a San Giovanni Rotondo, che avrebbero testimoniato i rapporti non propriamente “spirituali” del frate con alcune fedeli puntualmente individuate. Le conseguenti annotazioni segnarono la definitiva rottura, ampiamente annunciata, tra il Pontefice e il cappuccino. Una diffidenza mai nascosta ma neanche mai affrontata.. Luzzatto, che prese spunto da un altro testo disonorante nei confronti di Padre Pio : “Santo impostore” di Mario Guarino, mise in discussione attraverso una vera e propria inchiesta, la bibliografia e la santità del frate. Altro episodio curioso messo a nudo dallo storico genoano nel suo testo, quello che accadde in seguito alla pubblicazione di un titolo in prima pagina del giornale “La settimana Incom illustrata” che recitava: “Padre Pio, predisse il papato a Roncalli” cioè Papà Giovanni XXIII. Secondo quanto attesta Luzzatto, il giornale rese noto un presunto telegramma di ringraziamento alla predizione, inviato dal Pontefice a Padre Pio. Ma attraverso l’arcivescovo di Manfredonia, il Papa si affrettò a precisare come fosse tutto inventato: “Io non ebbi mai alcun rapporto con lui, né mai lo vidi, o gli scrissi, né mai mi passò per la mente di inviargli benedizioni; né alcuno mi richiese direttamente o indirettamente di ciò, né prima, né dopo il Conclave, né mai”. Tra incredulità e pregiudizio, il documento (che ho appreso da un articolo del Corriere della Sera edizione 2007) risulta sconvolgente. È messa in discussione una delle figure più importanti del panorama religioso, ma non dall’opinione pubblica, bensì dal Papa. Per utilizzare un eufemismo, si direbbe uno “scontro tra titani”, causa di una imbarazzante vacillazione di fede. I credenti che hanno da sempre miticizzato Padre Pio, potrebbero ritrovarsi di fronte a un bivio: Scegliere di snobbare il testo o rimettere in discussione anni e anni di infatuazione religiosa.

 

Simone Praticò

 

15/06/09

15 giugno 2009 Posted by | ATTUALITA' | Lascia un commento

RYANAIR: BERLUSCONI DIVENTA LA CARICATURA DI UNA PROMOZIONE

La vignetta pubblicitaria della Ryanair (foto da: msn.it)

La vignetta pubblicitaria della Ryanair (foto da: msn.it)

Caso Lario

RYANAIR: BERLUSCONI DIVENTA LA CARICATURA DI UNA PROMOZIONE

Prosegue il “pressing” massmediatico nei confronti del Presidente del Consiglio.

 

Non c’è pace per Silvio Berlusconi, già ampiamente l’uomo politico e l’imprenditore più sviscerato d’Italia. Il caso Lario ha scosso il mondo dell’informazione e non c’è trasmissione, telegiornale o giornale che non tratti l’argomento sarcasticamente o meno. È toccato alla Ryanair, quantomeno alludere alla fine del rapporto coniugale più famoso al mondo. Per promuovere un’iniziativa che permetterà di volare in tutta Europa con soli 10 euro, la compagnia aerea irlandese, ha deciso di stimolare l’ilarità della clientela, attraverso una vignetta alquanto istigatrice. Lo slogan rappresenta un uomo sorridente e brindante, attorniato da donne di bell’aspetto. Tutto normale se non si trattasse di una vera e propria caricatura del premier, con tanto di nuvoletta con su scritto: “Ma certo, vi porterò tutte in Europa”. C’è da aspettarselo, una pubblicità del genere non lascerà indifferenti le autorità politiche. La Ryanair in passato aveva proposto una pubblicità simile, veicolando il matrimonio tra Nicolas Sarkozy e Carla Bruni. Le affermazioni attribuite alla modella italiana, provocarono l’indignazione del presidente della Repubblica francese che si oppose finché la compagnia aerea non ritirò lo spot.

 

Simone Praticò

 

13/05/09

13 maggio 2009 Posted by | ATTUALITA' | Lascia un commento

ULTIM’ORA: MINACCIA SUIDICIO DALL’ALTARE DELLA PATRIA

Roma: Un ventiseienne afghano ha minacciato il suidicio questo pomeriggio, dal cornicione dell’ Altare della Patria. Shokur, questo il suo nome, chiedeva asilo politico. Dopo oltre due ore si convince a scendere grazie all’intervento di uno psicologo.

11 maggio 2009 Posted by | ATTUALITA' | Lascia un commento

METRO PER SOLI MILANESI? NO PER SOLI IDIOTI!

A destra, l'idiota: Matteo Salvini

A destra, l'idiota: Matteo Salvini

Scandaloso

METRO PER SOLI MILANESI? NO PER SOLI IDIOTI!

Ignobile la proposta del leghista Salvini

 

Si parla tanto di razzismo, si tenta di combatterlo, di eliminarlo, ma ancora oggi questa forma di discriminazione, dilaga spaventosamente e inquina diverse categorie sociali. Difficile restare indifferenti all’alquanto vergognosa proposta del deputato leghista Matteo Salvini: “Prima i posti nelle metro erano riservati agli anziani, adesso anche per i meneghini”. Ovviamente scatenate le reazioni dell’opposizione per mano del segretario del Pd Dario Franceschini, che definisce “atteggiamento razzista”, quello tenuto dalla maggioranza. Ma la parte più interessante dell’ exploit di Salvini è un’altra: “La mia proposta sarà valida fra dieci anni se la sicurezza nei trasporti pubblici meneghini non cambierà”- e il gran finale -: “I posti saranno riservati ai milanesi sì, ma di qualsiasi razza e colore”. Con queste ultime affermazioni, Salvini addirittura pone una posizione di privilegio nei confronti degli extracomunitari a discapito dei meridionali. La Lega si conferma in tutta la sua natura razzista e le elevate percentuali di sostegno del paese al partito, sono più che preoccupanti. È deplorevole notare come ancora nel 2009, esistano individui legati a mentalità antiquate e a settarismi territoriali. La triste realtà è quella che mette in evidenza non solo l’esistenza di un razzismo etnico, ma anche territoriale. Lo dico da sostenitore di Berlusconi e da votante di Alleanza Nazionale: La Lega è il vertice basso di questa maggioranza che produce, attraverso atteggiamenti razzisti, una sorta di riluttanza da parte dei seguaci meridionali del Pdl. Salvini pur non facendolo esplicitamente, ci ritiene delinquenti, ci ritiene rei di una involuzione culturale e ideologica del nostro paese quando è lui stesso, appoggiato dal suo partito, ad evidenziare tutta l’ignoranza e la bestialità dello stivale. Già, ignoranza di una intolleranza immotivata e legata a luoghi comuni e stereotipi, purtroppo non ancora abbandonati .Bene, così come il “signor idiota” Salvini si definisce un leghista convinto, io mi definisco un meridionale convinto e fiero di esserlo. Fiero di essere cittadino di una delle zone più belle d’Italia e che contribuisce a renderla tra le nazioni più affascinanti al mondo. Fossi un politico, proporrei delle carrozze per soli leghisti o per soli idioti tanto è esattamente la stessa cosa. Le carrozze sarebbero aperte a chiunque appoggiasse questa presa di posizione: dai milanesi ai meridionali trasferitosi al nord, che sputano nel piatto dove hanno mangiato. Sarebbe il caso di affrontare a viso aperto queste personalità diseducative e controproducenti per la crescita del nostro paese. Quelle personalità che sostengono i divieti a “cani e meridionali” nei bar del nord, quelle che ci impediscono di entrare in un locale semplicemente perchè siamo nati al sud, qulle che appoggiano un’Italia divisa.  Sarebbe davvero vergognoso non alzare la voce di fronte a tale scempio.

 

Simone Praticò

 

11/05/09

11 maggio 2009 Posted by | ATTUALITA' | 4 commenti

ULTIM’ORA: E’ MORTO IL FIGLIO DI MOSLEY

Secondo il Sun, Alexander Mosley, figlio trentanovenne del presidente della Fia, sarebbe stato trovato morto nella sua casa di Notting Hill. Secondo le prime indiscrezioni, la causa del decesso sarebbe overdose.

6 maggio 2009 Posted by | ATTUALITA' | Lascia un commento